Premessa. Questo testo รจ stato scritto per scopo divulgativo, non vuole essere un testo didattico semmai di stimolo e riflessione sulla pittura e sulla vita dei pittori.
Sono una pittrice, oramai espongo da tanti anni, negli ultimi dieci anni mi sono resa conto del sempre maggiore disinteresse che la pittura suscita.
Disinteresse o addirittura indifferenza, le esposizioni non sono oggetto di curiositร da parte dei visitatori, pochissimi si chiedono: qual’ รจ la gestazione di un’opera d’arte, che vita fa un pittore, quanto l’epoca e l’ambiente in cui vive influenza e condiziona la sua fantasia creativa?
Ci si potrebbero fare altre domande, ma queste giร sono sufficienti per iniziare ad indagare.
La vita e l’arte di Rembrandt, pittore che amo, sono un pretesto un esempio di come ci si puรฒ avvicinare ad un’opera d’arte e comprenderne il valore: umano, pittorico e storico.
Il testo รจ stato scritto quasi in forma di sceneggiatura, ho pensato che dovesse essere letto al pubblico da attrici, cosรฌ รจ stato ed ha riscosso con mio stupore, un discreto successo.
Per agevolare una lettura personale รจ stato necessario dividerlo in paragrafi.
Buona lettura. Gabriella Volpini
CHI ERA REMBRANDT?
Qualcuno sa chi fu Rembrandt van Rijn? O meglio, per dire il suo nome completo: Rembrandt Harmenszoon van Rijn?
Meglio conosciuto semplicemente come Rembrandt.
Alcuni di voi sapranno che fu un pittore, altri che fu un pittore del 600′ e altri ancora che fu un pittore del 600′ Olandese. Quelli di voi piรน interessati alla pittura sapranno che visse ad Amsterdam e che i suoi quadri piรน famosi sono: โLa lezione d’anatomia del dottor Tulpโ e โLa ronda di notteโ, chi anche distrattamente ha visitato il Rijksmuseum di Amsterdam non ha potuto non vederla: un quadro di ben 3.63 x 4.37 m.
Ma qualcuno di voi sa cosa fece di Rembrandt, Rembrandt?
Rembrandt nacque nel 1606 il 15 luglio, era l’ottavo figlio di un mugnaio di Leida una cittadina sul Reno che si trova sulla strada tra Amsterdam e l’Aia.
Una cittadina d’acqua dunque, con: paludi, ponti, imbarcazioni, chiatte e ovviamente mulini.
Il traffico lungo il fiume era intenso.
I mugnai se la cavavano sempre egregiamente, anche in periodi di carestia, sia che macinassero grano per fare il pane sia che macinassero malto d’orzo per fare birra; giacchรจ in una cittadina piena d’acqua come Leida nessuno si sognava di berlaโฆl’acqua.
Alimento per tutti, dai grandi ai piccini, erano il pane e la birra.
Non sorprende, quindi che il giovane Rembrandt potesse frequentare la scuola latina e l’universitร .
Scuole severe quelle dell’epoca, dove su panche di legno durissime e a suon di verga, di analisi grammaticali, declinazioni e coniugazioni, si studiavano: Virgilio, Orazio, Omero, Euripide ed Esiodo.
A Leida la piรน accademica cittร d’Olanda, non si poteva crescere senza sentire la tensione religiosa e teologica, tra rimostranti: protestanti piรน tolleranti e contorimostranti: calvinisti ortodossi, che dominรฒ quegli anni.
Dopo essere riusciti ad allontanare, dai propri territori, le truppe cattoliche spagnole ed aver avuto il riconoscimento dello Stato confederato delle Province Unite, da gran parte dell’Europa, in seno al protestantesimo scoppiarono dissidi tali da temere la guerra civile.
UN PERIODO STORICO STRAORDINARIO
Ma andiamo per ordine! Va bene che non si puรฒ parlare di pittura senza capire l’influenza culturale e storica di un’epoca, ma non possiamo raccontare tutto di quello che furono, per la pittura, due secoli straordinari.
Durante quei due secoli vissero: Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, Giovanni Bellini, Paolo Veronese, Tiziano Vecellio, Caravaggio, Durer, Rubens, Van Dick, Rembrandt e tantissimi altri, ci vorrebbero due giorni per elencarli tutti.
Ma che periodo incredibile! Tutti quei geni nati uno in fila all’altro!
Ma che stava succedendo in Europa per esserci tutta quella creativitร ?
L’Europa si era risvegliata, anzi stava rinascendo.
Brunelleschi crea una nuova maniera di fare architettura usando le forme classiche.
Scrisse le regole matematiche della prospettiva.
Contemporaneamente i pittori di gran parte d’Europa stavano sperimentando che la pittura non doveva essere solo al servizio dell’arte sacra, che noia! Ma poteva narrare frammenti di mondo reale.
Una vera rivoluzione insomma!
IL MONDO DI REMBRANDT, REMBRANDT E IL MONDO
Ma qualcuno dirร , che c’entra questo con il nostro Rembrandt?
Qualcuno pensa che non c’entri niente?
E invece c’entra.
Pensate ad un mondo: senza internet, senza cellulari nรฉ telefoni, senza cinema, senza stampe a colori, senza televisioni, senza radio, senza macchine fotografiche, senza cineprese, senza niente insomma; come circolavano le idee, come le immagini di quadri o sculture o di cittร ?
Circolavano allora, forse, meglio che oggi; la vita era mediamente piรน breve ma il tempo scorreva senza fretta, la gente amava parlarsi e scriversi, le idee circolavano grazie all’artigianato ed al commercio, ai libri che si trovavano dappertutto, nelle librerie, nelle biblioteche, dagli antiquari, alle aste, anche dipinti, Rembrandt ne dipinse a volontร .
Per le immagini, i pittori che poteva permetterselo avevano i loro incisori che ne copiavano i quadri con il bulino e spesso allievi che si esercitavano copiando, e loro stessi si preoccupavano che le immagini venissero stampate e diffuse per l’Europa, come dire: si autopromuovevano!
Le stampe circolavano ampiamente tra collezionisti e stimatori d’arte.
C’erano disegnatori di ogni sorta, che usavano varie tecniche, artigiani che riproducevano sculture antiche e chi faceva, per mestiere, copie di quadri dei pittori piรน famosi, i pittori stessi copiavano a penna, inchiostro, olio o acquarello quadri di altri.
I libri che circolavano non erano sguarniti di disegni e le immagini sacre erano ovunque. Quell’epoca fu piena d’immagini, tratte dalle storie della Bibbia, dai Vangeli, da episodi storici romani e greci, scene di vita quotidiana, scene allegoriche e ritratti. Per questo non era necessario andare in Italia per conoscere la pittura di Tiziano o la Cappella Sistina di Michelangelo. I pittori erano curiosi e attenti a quello che succedeva in Europa soprattutto in Italia, erano anche collezionisti delle opere altrui. Per esempio รจ noto che Rubens possedesse almeno un quadro di Tiziano e una collezione di marmi antichi e cammei, gemme preziose, monete, medaglie ed avesse una vasta biblioteca.
Rembrandt comprรฒ un quadro di Rubens e opere di Dรนrer, Raffaello, Goltzius, Luca da Leida e Seghers; fu un collezionista vorace di conchiglie, spade, elmi, stoffe, strumenti musicali, oggetti orientali e uccelli esotici impagliati.
LA GUERRA SCONVOLGE L’EUROPA
L’Europa non era perรฒ un paradiso.
Sia Rubens che Rembrandt nascono durante la guerra degli 80 anni. Dal 1568 al 1648 la guerra delle province unite, l’attuale Olanda, per l’indipendenza dalla Spagna, dilania i paesi bassi, coinvolgendo l’Italia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra. Da una parte i cattolici, dall’altra i protestanti, una guerra combattuta a piรน riprese per ragioni religiose, ma soprattutto economiche.
Era il 1629 a s-Hertogenbosch (Boscoducale) e si stava combattendo una battaglia che sarebbe stata decisiva per le province unite. Una moltitudine di uomini proveniente da vari parti d’Europa stava aspettando il momento propizio per dare l’assalto alla roccaforte, ritenuta inespugnabile e strategica per posizione. Gli Spagnoli o chi per loro dentro la cittadina fortificata, l’esercito delle province unite fuori. Una moltitudine umana come una grande fiera accompagnava gli assedianti: mogli, puttane, monelli che mettevano le mani e il naso dappertutto, lavandaie, ladri, aggiustaossa, mendicanti, osti; cani randagi, vagabondi che si godevano lo spettacolo; intorno cavalli da tiro che trasportavano pezzi d’artiglieria, polvere, fango, soldati che imprecavano e bestemmiavano in inglese, francese e svizzero tedesco. E Rembrandt?
REMBRANDT E LO SPECCHIO
Lontano dal frastuono della guerra, stava lavorando ad un’autoritratto, uno dei tantissimi che si fece durante la vita.
Rembrandt amava travestirsi e creare personaggi e non si limitรฒ a quattro o cinque autoritratti, nessun altro pittore in assoluto ci ha lasciato tante immagini di sรฉ.
Rembrandt era Ognuno, l’attore pronto ad interpretare sempre nuovi ruoli, il suo volto cambia in ogni incisione: lunedรฌ, mendicante; martedรฌ, attaccabrighe; mercoledรฌ, attore tragico; giovedรฌ buffone e cosรฌ via.
Non era un esibizionista, nei primi autoritratti ad olio a volte il volto รจ oscurato quasi del tutto da un’ ombra, gli occhi due buchi neri. A differenza di Rubens che impersonรฒ un personaggio solo in tutta la sua vita: l’uomo colto e imperturbabile, il pictor doctus, Rembrandt anche quando si ritrae conformandosi a certe convenzioni sociali, fa in modo che si possa scorgere l’attore dietro il personaggio. Il suo registrare, impietosamente, su di se l’opera del tempo e degli accadimenti della vita, dipingendo: rughe, gonfiori, pori dilatati, ecc. รจ un atto contro la vanitร .
LA RELIGIONE E LA PITTURA
Ricapitolando, il nord Europa si divise tra paesi protestanti e cattolici.
Nei paesi protestanti le immagini sacre erano state bandite dalle chiese, ma circolavano ampiamente nelle casa private, anche nella calvinissima Leida. Solo erano state spogliate di tutti gli abbellimenti che le rendessero frivole: sete, velluti, stoffe decorate e damaschi non ricoprivano piรน i corpi dei santi o della Madonna. Al contrario, proprio per affermare la contrapposizione al protestantesimo, nelle chiese cristiane, le immagini sacre erano sfarzose. Siamo in pieno barocco. Con tali premesse i pittori delle due parti si trovarono ad affrontare gli stessi soggetti in modo completamente diverso.
โLa cena in Emmausโ, una scena sacra che per lo meno una volta nella vita un pittore del 600′ si trovava ad affrontare.
Caravaggio, Rubens e Rembrandt ne dipingono una a pochi anni di distanza.
Se le due tele di Caravaggio e Rubens si differenziano per tanti particolari, messe una vicino all’altra ci appaiono a colpo d’occhio simili per l’impianto compositivo, mentre quella dipinta da Rembrandt รจ di una semplicitร e sintesi impressionante, ma allo stesso tempo, carica di tensione e mistero.
Caravaggio e Rubens, cattolici, si servono dell’aneddotica della tavola apparecchiata: pane, vino ecc. Rubens raffigura Cristo che con gli occhi rivolti al cielo spezza il pane e un discepolo seduto alla sua destra e uno di spalle all’osservatore, come in Caravaggio, con la differenza che l’apostolo di spalle sembra alzarsi di scatto, folgorato dalla rivelazione della visione del gesto del Cristo.
Rembrandt, che sicuramente conosceva i due quadri, cosa fa?
Elimina gli aneddoti della tavola apparecchiata, essendo protestante e rappresenta Cristo non di fronte all’osservatore e in piena luce come tutti si aspetterebbero, ma di profilo leggermente inclinato all’indietro e completamente oscurato dalla luce della candela dietro la sua testa, un fantasma insomma!
Di fronte a lui, invece completamente illuminato dalla luce, un apostolo dagli occhi sgranati e la bocca semi aperta dallo stupore, un altro ai piedi del Cristo ma completamente assorbito dall’oscuritร , nel fondo del quadro illuminato dalla fioca luce di una candela una figura di donna affaccendata, appena accennata.
Nessun gesto ampio e simbolico, nessuna enfasi, la cosa piรน sorprendente รจ che Rembrandt riesce a condensare tutta la drammaticitร del momento in una tavoletta di appena 37,4 cm x 42,3.
Cristo in croce era ampiamente raffigurato, Rubens ne dipinge uno che sembra uscito dal parrucchiere e dalla palestra, non per denigrare la bellissima crocefissione di Rubens: disegno impeccabile, colorismo perfetto ma per dire; รจ troppo bello per dare l’idea della sofferenza.
Il cristo in croce di Rembrandt รจ all’opposto: le sopracciglia inarcate, la bocca semiaperta, come se stesse imprecando, il corpo magro le braccia emaciate.
E’ l’immagine di un uomo che sta soffrendo, non di un Dio.
La differenza sostanziale tra il Cristo di Rembrandt e quello raffigurato dai pittori a lui contemporanei รจ che Rembrandt cercherร sempre l’uomo nel Dio non il Dio nell’uomo e questo si vede in tutti i quadri sacri da lui dipinti.
LE DONNE : LA RAPPRESENTAZIONE DEL LORO QUOTIDIANO
C’รจ una donna ritratta di profilo che sembra una principessa del rinascimento!
E’ Saskia moglie di Rembrandt.
Ritratta molte volte, in questo quadro ci appare con indosso un vestito ricco di nastri e ricami, lo sguardo distante, il viso ben illuminato e definito, dipinto in modo molto dettagliato, e la parte sottostante in ombra una mano che regge una stola di pelliccia e l’altra sotto.
Saskia รจ morta o vicina alla morte e Rembrandt torna su un ritratto fatto molti anni prima.
E’ come se avesse voluto trasferire la presenza semplice e regale della moglie su una tela, come se con la potenza dell’immagine pittorica avesse voluto condensare la sua pura fisicitร e consegnarla all’eternitร . In questo quadro ci appare presente e viva, ma allo stesso tempo lontana, inafferrabile.
E’ l’ultimo tributo del pittore alla donna amata.
Rembrandt รจ stato il solo artista della sua epoca che ha dipinto la moglie in abiti regali e a letto mentre dorme quando lei non puรฒ vederlo o da malata, a differenza di Rubens, che colloca la moglie Hรจlen in un mondo immaginario ed erotico, in cui lui รจ il padrone del suo corpo, lei esiste per essere guardata e raffigurata da lui; a Rembrandt non interessa questo, farร incisioni e disegni di donne sorprese durante la loro vita quotidiana, quello che faranno 200 anni dopo i pittori impressionisti e macchiaioli e in generale tutti i pittori del tardo 800′.
Nel quadro โLa giovane che si bagna in un ruscelloโ in cui รจ raffigurata Hendrickje, mentre con la veste alzata muove passi incerti dentro l’acqua di un ruscello che la bagna fin sopra le caviglie, la testa leggermente inclinata verso il basso, guarda le sue gambe riflesse nell’acqua, Rembrandt l’ammira cosciente e padrona del proprio corpo, autonoma.
LA RONDA DI NOTTE
Sentite il frastuono del metallo, il rullare dei tamburi, un vociare di uomini, il rumore degli stivali sul lastricato, un cane che abbaia due giovinetti che passano?
E’ quasi sera, due vengono avanti in piena luce: uno con la mano tesa in avanti e vestito di nero con la fusciacca rosso fuoco, l’altro al suo fianco con la partigiana abbassata e vestito di giallo canarino, uno carica un moschetto, un altro ha una bandiera, uno indica verso sinistra, uno ha una lancia in mano, uno ha una spada sguainata, uno rulla su un tamburo, altri hanno delle picche in mano, altri parlano; hanno: elmi sulla testa, cappelli piumati, fusciacche, gorgiere.
Chi sono, chi sono?
Sono gli uomini del comandante Banning Cocq.
Stanno avanzando inesorabilmente stanno uscendo dal quadro, ci travolgeranno!
Rembrandt sta ultimando il quadro forse piรน importante della sua vita, mentre Saskia sta morendo di tubercolosi appena trentenne, โLa ronda di notteโ la tela piรน grande dipinta da Rembrandt e piรน importante per commissione.
Fu per celebrare l’arrivo di Maria de’ Medici ad Amsterdam che venne chiesto a Rembrandt un quadro che raffigurasse una delle compagnie della Guardia dei kloveniers, uno dei sette quadri di altre compagnie d’armi che dovevano decorare la sala dove ricevere la regina.
Cosa fa quel’ eccentrico di Rembrant?
Non mette tutti i nobili della compagnia in fila per ordine gerarchico come facevano gli altri pittori, tanto da fargli sembrare carte da gioco, no!
Li raffigura in movimento, sembrano artisti di strada pronti per lo spettacolo che escono fuori dal buio del palco avanzando alla ribalta, ci sono ragazzini che passano, c’รจ un cane, c’รจ l’intera brulicante cittร . Un’opera che sconvolge l’accademica gerarchia dei generi, la proclamazione della natura trascendente, vivente della pittura stessa.
โLa ronda di notteโ non venne rifiutata dai committenti e Rembrandt ebbe ancora importanti commissioni, ma sicuramente qualcosa non andรฒ per il verso giusto nella vita economica del pittore che spendeva piรน di quanto guadagnava, sette anni dopo aver completato โLa ronda di notteโ viene dichiarato insolvente per certi debiti e tutti i suoi beni vengono confiscati e messi all’asta.
Inizia per Rembrandt un periodo pieno di tormenti, sia sul piano economico che personale.
UN DIO ASSISO SUL TRONO
Rubens, il pittore che piรน di tutti occupรฒ la mente di Rembrandt, si spegne nel 1640 e centinaia di messe furono celebrate in suo onore; Saskia muore nel 1642 viene seppellita in una tomba presa in affitto e da questo momento la sua vita privata precipita verso la rovina, accanto al pittore rimane l’amato figlio Tito e qualche anno dopo Hendrickje diventa sua compagna. Il fatto che non fossero sposati gli arrecรฒ molte critiche e anche suoi estimatori e committenti si allontanarono da lui, come Jan Six di cui esegui due disegni, un’acquaforte ed un ritratto ad olio considerato il piรน bel ritratto di tutto il 600′ per intensitร espressiva e per l’ambiguitร della posa.
Non si sa se il soggetto che ha una mano infilata in un guanto e l’altra libera che tiene un lembo del guanto stesso stia entrando o uscendo da casa, se stia entrando o uscendo di scena, se stia per assumere la sua figura pubblica o se se ne stia liberando. Il tutto รจ giocato sull’ambiguitร del movimento delle mani: sta indossando il guanto o se lo sta sfilando?
La pennellata รจ sciolta, libera, alcune parti dell’abito quasi accennate.
Lo stile lezioso, nitido e finito era quello piรน in voga all’epoca come quello di alcuni pittori che erano stati allievi di Rembrandt: Gerrit Dou, Bol e Flink per dirne alcuni, Rembrandt invece declina verso una pennellata rapida e spezzata come appunto nel ritratto di Six.
Nel 1658 anche la sua casa viene messa all’asta e mentre il suo mondo materiale si sgretola davanti ai suoi occhi e la sua situazione economica precipita verso un abisso senza fine la sua creativitร si innalza fino alle vette dell’assoluto.
Mentre i contabili passavano di stanza in stanza e ficcavano il naso dappertutto per redigere l’elenco degli oggetti, dei quadri, delle acqueforti e incisioni che poi verranno venduti all’asta per poche lire, Rembrandt che fa?
Ma ovvio un autoritratto!
Si ritrae come un dio assiso sul trono, la figura รจ eretta con in mano una canna d’argento tenuta come uno scettro, lo sguardo sdegnoso, come per dire: ma cosa ne sapete voi comuni mortali di cosa vedono i miei occhi, di cosa sente la mia anima. Mi potete spogliare di tutto, ma non potete prendere la cosa piรน preziosa che ho: la visione interiore del mondo che trasferisco sulla tela.
Addirittura quello sfacciato di Rembrandt, qualche anno dopo, ritrae la sua concubina in veste di Giunone.
COSA FECE DI REMBRANDT, REMBRANDT
Ma cosa fece di Rembrandt, Rembrandt?
Dal 1659 a Rembrandt non arrivano commissioni a parte il bellissimo โI sindaci dei drappieriโ. Sembra dimenticato, un pittore oramai fallito e un po’ strambo, ma qualcosa succede nel 1661: il nuovo municipio di Amsterdam doveva accogliere otto immense tele con scene della rivolta dei Batavi contro i Romani. Un suo ex allievo si aggiudica la commissione, uno di quelli che dipingevano con levigatezza e senza stravolgere il soggetto con intuizioni strampalate. Purtroppo Flink muore, si cercano altri pittori per eseguire i quadri e non senza riluttanza uno dei piรน importanti venne assegnato proprio a Rembrandt.
Ora immaginate un pittore che vive al limite dell’indigenza che oramai dipinge quasi solo per se stesso, a cui venga affidato un compito cosรฌ importante e remunerativo, cosa fa?
Fa di tutto per accontentare i suoi committenti! E invece quel’ originale di Rembrandt rilegge la descrizione di Tacito e si permette il lusso di immaginare.
Ci si aspettava da lui un quadro sobrio che rispecchiasse i precedenti iconografici, e cosa esce fuori dal suo pennello?
Una grande festa barbarica, un gozzoviglio di loschi individui vocianti e ubriachi radunati nel folto di un bosco e al posto di civili strette di mani un incrociare di spade.
E’ notte una luce dorata s’irradia dalla tovaglia bianca verso i volti, il fulcro della tela รจ la figura di Claudio Civile capo batavo con un solo occhio, che per questo veniva sempre raffigurato di profilo, qui invece domina la composizione รจ in piedi e di fronte all’osservatore con un imponente copricapo, un brigante insomma e per giunta con un occhio sfregiato.
La pennellata รจ libera e pastosa un impasto denso di luce, sangue e materia.
La tela larga 6m. rimase appesa alle pareti del municipio qualche mese e poi rimandata al mittente, Rembrandt sperando di poterla vendere la tagliรฒ, il frammento che ci rimane รจ comunque una delle opere piรน rivoluzionarie del 600′.
Sono gli ultimi anni di vita del pittore, la mano di Rembrandt si muove in assoluta libertร sulla tela, Rembrandt inventa un nuovo modo di fare pittura in cui รจ il colore tanto quanto il soggetto a fare la composizione, รจ quello che si puรฒ vedere nella tela โLa sposa ebreaโ dove il colore sembra essere dotato di vita propria, davanti a questo Van Gogh disse: โDarei 10 anni della mia vita per poter restare 10 giorni davanti questo dipintoโ.
Rembrandt stava sperimentando soluzioni tecniche che andavano al di lร della pittura disfatta di Tiziano degli ultimi anni.
Si spinge oltre l’esplorazione in cui la pennellata informe e libera si ricomponeva se guardata alla giusta distanza, intuisce che c’รจ ben oltre, una terra inesplorata fino ad allora in cui il colore non descrive piรน nulla, tranne se stesso.
Ci sarebbe arrivato se non fosse sopraggiunta la morte?
Probabilmente no, era comunque un uomo del 600′!
Ma la sua pittura avrebbe continuato ad influenzare numerosi pittori, 200 anni dopo un pittore geniale: Antonio Mancini s’ispira alla tecnica pittorica di Rembrandt dipingendo nello stesso modo, materico e sfatto e si fa un autoritratto di piccolo formato intitolato โautoritratto Rembrandtโ.
Gli ultimi autoritratti di questi anni mostrano un uomo invecchiato di colpo, muore la sua compagna, ma Tito l’amatissimo figlio si sposa, sua moglie รจ incinta di una bambina che non vedrร mai suo padre che muore di peste.
Rembrandt รจ sopraffatto da tanto dolore, vedrร nascere la nipotina, dipinge ancora due autoritratti uno stravagante e bizzarro con un sorriso ironico sulle labbra uno sberleffo al fato, uno mesto con le mani giunte; dipinge un quadro di redenzione โIl ritorno del figliol prodigoโ e l’incompiuto โPresentazione al tempioโ, Simeone prende in braccio Gesรน Bambino con tutta la speranza e l’apprensione di un nonno รจ il 1669, il 4 ottobre Rembrandt muore.
Cosรฌ con un atto estremo di fiducia nella vita, Rembrandt esce di scena.
Finale con inchino
โSCUSATE SE ABBIAMO OSATO PARLARE DI PITTURAโ
